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I sindaci dell'area prenestina si mobilitano per impedire la chiusura dell’ufficio del giudice di pace di Palestrina. L'importante servizio, infatti, è finito nelle mire del ministro della giustizia, Paola Severino, che, per contenere le spese, ha deciso di rivedere le circoscrizioni giudiziarie, stabilendo la cancellazione dei tribunali con meno di venti magistrati, delle sezioni distaccate dei tribunali e degli uffici del giudice di pace non sede di tribunale. Tra queste anche la sezione distaccata di Palestrina con relativo ufficio del giudice di pace. Per scongiurare questa eventualità l’unica strada è quella dell’opposizione formale di tutti i comuni del territorio di riferimento e l’impegno, da parte dei sindaci, a farsi carico delle spese relative al personale amministrativo. E’ per questo che, negli uffici di via Pedemontana, il presidente dell’associazione forense prenestina, Massimo Pizzuti, e il presidente dell’ordine degli avvocati di Tivoli, Simone Ariani, hanno incontrato i sindaci di Palestrina, Cave, San Cesareo, Genazzano, Olevano Romano e Gallicano nel Lazio per condividere la mozione che dovrà essere approvata da ciascun consiglio comunale dei 14 comuni che, con oltre 100 mila abitanti, fanno riferimento a Palestrina. I numeri, garantisce il cancelliere Guido Mariani, sono elevati, visto che, con un solo giudice, si riescono comunque a fare ogni anno 1700 i procedimenti civili e 200 penali. “Spostare l’attività giudiziaria interamente su Tivoli – precisa l’avvocato Franco Quaranta – significherebbe ingolfare ulteriormente quel tribunale, negando di fatto la giustizia”. “La sezione di Palestrina – si legge nella mozione - è da sempre esempio di efficienza ed eccellenza. E’ unanimemente riconosciuto, e i dati del ministero lo confermano, che la domanda di giustizia, sia civile che penale, viene soddisfatta dalla sezione prenestina in tempi contenuti in rapporti ai tempi inaccettabilmente lunghi degli altri uffici giudiziari. La crisi nazionale del servizio giustizia è uno dei fattori di ostacolo alla crescita economica del Paese, che allontana gli investitori stranieri. Crisi giudiziaria che a Palestrina non si avverte: perché sopprimere un servizio pubblico che funziona egregiamente? Sono i legittimi costi di un servizio che va mantenuto proprio perché efficace. Cancellarli significa sottrarre al cittadino un servizio efficiente per sostituirlo con un altro inadeguato e carente”. Il vice sindaco di Palestrina, Adolfo De Angelis, e il sindaco di Cave, Massimo Umbertini, a nome dei colleghi, si sono detti pronti a farsi carico delle spese dopo, però, aver compreso bene come prendere in carico quelle unità lavorative, in un momento in cui le assunzioni sono bloccate, e soprattutto l’entità dei costi, visto che aumentano ogni giorno gli oneri che gravano sui comuni per sanità, scuola e trasporti.
M.Sba.









